Descrivi il prodotto con i fatti che il cliente cerca: che cos’è, misure, materiale, compatibilità, cosa contiene la confezione, prezzo totale, spedizione e resi. Poi ripetili uguali nel testo visibile, nei dati strutturati e nel feed. Nessuna formula garantisce la citazione in Google o nelle AI: Google chiede soprattutto che dati e testo coincidano.

Che cosa deve dire una scheda prodotto?

Prima delle regole di Google c’è la legge. Sempre. Se vendi a consumatori a distanza, l’articolo 49 del Codice del consumo, nel testo in vigore dal 24 marzo 2026 sul portale Normattiva, impone di fornire in modo chiaro, prima che il consumatore sia vincolato, un elenco di informazioni. Per una scheda prodotto contano soprattutto queste:

  • le caratteristiche principali dei beni, nella misura adeguata al supporto e ai beni stessi;
  • il prezzo totale comprensivo delle imposte e le spese aggiuntive di spedizione, consegna o postali;
  • le modalità di pagamento e di consegna, e la data entro cui ti impegni a consegnare;
  • le condizioni, i termini e le procedure del diritto di recesso, se esiste.

Lo abbiamo letto alla fonte il 7 ottobre 2026. Non è un parere legale, e per il tuo caso serve un professionista. Ma dice una cosa utile: una scheda completa per il cliente è anche la base per tutto il resto. Per il recesso c’è l’articolo sul pulsante di recesso dal 19 giugno 2026. Per le affermazioni ambientali sui prodotti, quello su garanzia legale e claim green.

Come si scrive un titolo che identifica il prodotto?

Nelle regole di Google Merchant Center il titolo è una delle parti più visibili dell’annuncio e della scheda gratuita. I requisiti, letti nella pagina ufficiale, sono questi:

  • deve descrivere con chiarezza il prodotto che si vede nella pagina di destinazione;
  • deve distinguere le varianti, per esempio colore e taglia, anche negli attributi dedicati;
  • deve essere specifico, perché più è preciso più è facile riconoscere il prodotto giusto;
  • può arrivare a 150 caratteri.

L’esempio di Google è un buon modello: marca, materiale, prodotto, colore, taglia, in quest’ordine. Il titolo nel feed non deve per forza essere identico a quello della pagina, ma deve riferirsi allo stesso prodotto. Vale per il cliente. Vale per la macchina: chi legge deve capire in un secondo di che oggetto si parla. Semplice.

Che cosa mettere nella descrizione?

La pagina di Merchant Center sulla descrizione ammette da 1 a 5.000 caratteri e consiglia di mettere i dettagli più importanti nei primi 160-500, perché il cliente deve cliccare per leggere il resto. Come contenuto suggerisce dimensioni, materiale, fascia di età, caratteristiche speciali, specifiche tecniche, forma, motivo, texture e design, più i dettagli che distinguono le varianti.

E indica anche cosa non mettere. Si descrive solo il prodotto: niente storia dell’azienda, niente politiche del negozio, niente accessori compatibili o prodotti simili. Niente maiuscole a effetto o testo promozionale. E il testo deve coincidere con titolo e pagina di destinazione. Solo il prodotto.

La tentazione più comune è copiare la descrizione del fornitore. Se lavori in dropshipping, la stessa frase finisce su più siti. Google, nel post sul successo nelle esperienze AI, invita a puntare su contenuti unici e non “commodity”. Per scegliere un fornitore che ti dia dati veri c’è la guida come scegliere un fornitore dropshipping affidabile.

Quali dati strutturati servono?

La documentazione sui dati strutturati dei prodotti distingue due casi. Gli snippet di prodotto sono per pagine dove non si può acquistare. Le schede per i commercianti (merchant listing) sono per pagine dove il cliente compra da te. Per queste ultime le proprietà richieste sono nome, immagine e offerta; tra le consigliate ci sono marca, categoria, colore e descrizione.

Tre cose da tenere a mente:

  • fornire sia i dati strutturati sia il feed di Merchant Center massimizza l’idoneità, e alcune esperienze combinano le due fonti;
  • le funzioni arricchite sono mostrate a discrezione di ciascuna esperienza e possono cambiare, quindi Google consiglia di fornire più informazioni possibile;
  • i dati nel markup devono comparire anche sulla pagina, e vanno convalidati con il Rich Results Test.

Coerenza, sempre. Un esempio che pesa: un prezzo diverso tra pagina, feed e markup è un errore da correggere prima di qualsiasi ottimizzazione.

Sul vocabolario, la pagina del tipo Product di schema.org avverte che le applicazioni costruite per proprietà specifiche, come width, color o gtin13, di norma si aspettano i dati in quelle proprietà e non nel meccanismo generico additionalProperty. Usa le proprietà precise quando esistono.

Come far rispondere la scheda alle domande dei clienti?

Qui serve onestà. Poche certezze. Nessuna pagina ufficiale che abbiamo letto dice che un blocco di domande e risposte nella scheda venga citato dalle AI. Google chiede cose più semplici: testo disponibile in forma testuale, immagini e video di qualità a supporto, informazioni di Merchant Center aggiornate. Lo studio sul GEO presentato a KDD 2024 ha misurato che statistiche, citazioni e fonti dentro il testo aumentano la visibilità in un banco di prova, ma non contiene un test dedicato alle schede dei negozi online.

Quello che si può fare è comunque sensato per un cliente: raccogliere le domande vere, da assistenza, recensioni e resi, e rispondere nella scheda con una frase breve e con dati misurabili. Misure in centimetri, peso, capacità, compatibilità precise. Niente aggettivi. Poi il resto: il costo reale di un prodotto, margine compreso, è un altro tema, che trovi in margine netto nell’e-commerce.

E se le descrizioni le scrive un’AI?

Si può. Con tre cautele che arrivano da Google, e nessuna è opzionale.

  1. Etichettala nel feed. Titoli e descrizioni generati con l’AI vanno inviati negli attributi dedicati, indicando il tipo di fonte digitale “trained algorithmic media”.
  2. Etichetta le immagini. Quelle generate con l’AI devono avere il metadato IPTC TrainedAlgorithmicMedia.
  3. Verifica ogni dato. I modelli non recuperano fatti, prevedono una sequenza probabile di parole. Una misura inventata è un’informazione sbagliata data a un cliente.

Una scheda a cui manca una misura non risponde, e nessun modello può dedurla per te. Per il quadro delle piattaforme e dei costi c’è la guida all’e-commerce in Italia nel 2026.

Domande frequenti

Il titolo del feed deve essere identico a quello della pagina?

No, ma deve riferirsi allo stesso prodotto. Google chiede che il titolo descriva il prodotto mostrato nella pagina di destinazione.

Quanto deve essere lunga la descrizione?

Merchant Center accetta da 1 a 5.000 caratteri e consiglia i dettagli più importanti nei primi 160-500. La lunghezza giusta è quella che risponde alle domande del cliente. Non di più.

Servono i dati strutturati se ho già il feed?

Google scrive che fornire entrambi massimizza l’idoneità, e che alcune esperienze combinano i dati delle due fonti. Prezzo e disponibilità devono coincidere. Ovunque.

Posso usare un’AI per scrivere le schede?

Sì, ma con le etichette richieste da Merchant Center e con una verifica a mano di ogni dato. Google ricorda che i modelli non recuperano fatti.

Fonti

Pagine scaricate e lette il 7 ottobre 2026.

Se un cliente leggesse solo la tua scheda, riuscirebbe a rispondere da solo alla domanda che di solito ti fa prima di comprare?